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Il municipale di Lugano, eletto alla presidenza dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero, presenta i temi in agenda

Venerdì scorso l’elezione alla presidenza dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE). Oggi, lunedì, Filippo Lombardi ha presentato i temi in agenda e anche i timori della cosiddetta “Quinta Svizzera”, che conta 800’000 connazionali. Tra le preoccupazioni principali ci sono i rapporti con l’Unione europea e il riconoscimento del certificato Covid.

Lombardi è a capo di un’organizzazione che nel tempo ha consolidato la sua struttura: “Effettivamente abbiamo rafforzato parecchio l’organizzazione in questi anni. L’organizzazione ha un secolo di vita e ha raggiunto quasi 800’000 membri, 800’000 stranieri all’estero. Di cui 160-170’000 sono anche iscritti nei registri elettorali e sono dunque la prova vivente che vogliono restare attaccati alla Confederazione”

A questi va data voce. Un voce che è stata ascoltata dal Consiglio federale, che ha deciso di vaccinare anche gli svizzeri all’estero. Ma resta un quesito: “Il problema che rimane è di tipo giuridico ed è il riconoscimento dei vari covid pass o green pass che dir si voglia da un Paese all’altro. Questo non lo può risolvere la Svizzera da sola. È una questione da risolvere a livello dell’Unione europea e anche in questo campo saremo poi tenuti ad adattarci a una soluzione europea”.

Vedi servizio RSI su:

https://www.rsi.ch/news/svizzera/Lombardi-Dare-voce-agli-svizzeri-14657934.html